Come farsi cestinare una email, 2

Gennaio 17, 2008

Un cinghiale vi sta caricando e non sapete quante pallottole avete in canna. Cosa fate? Sparate in aria un paio di colpi per vedere se il fucile funziona?

Non per mettervi ansia, ma quando scrivete una email pensate al cestino che si avvicina al trotto. Come il facocero, è felice di fare a pezzi il frutto della vostra fatica e, se potesse, anche voi stessi. Non sprecate i colpi. Dite subito cosa volete. Centrate il bersaglio: per farlo, non dovete nemmeno esercitarvi al poligono di tiro.

Ma io credo nell’omeopatia. Credo che per curare un male ci voglia un male simile. Per questo l’email omeopatica di oggi arriva da una ditta ignota, come il milite. Ignota perché, nel bla bla adulatorio della presentazione si dimentica proprio di presentarsi.

Riassumo i punti principali:

  • Manca il nome dell’azienda, il pay-off (ovvero: cosa fa?), e il link al suo sito internet
  • L’oggetto recita genericamente “collaborazione” quando vorremmo sapere cosa ci vuole vendere
  • Nel corpo del testo non c’è nemmeno una parola-chiave che riconduca al settore produttivo
  • La sintassi traballante potrebbe far pensare alla solita truffa (ma l’azienda esiste veramente: ho rintracciato il sito dal dominio dell’email)
  • Ancora una volta il gergo da corso (per corrispondenza?) di formazione aziendale ci fa sospettare che nemmeno il mittente sappia cosa vuole dire.

Dopo un attacco suicida come questo, cosa aspettarsi dai due allegati? … Antrace?

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