Il burocratese domato?
Gennaio 23, 2008Michele A. Cortelazzo, professore ordinario dell’università di Padova, da dieci anni lavora alla semplificazione del
linguaggio amministrativo. Ha un sito dedicato all’area di Padova e comuni limitrofi con esempi di riscritture e un elenco di 30 regole per scrivere testi amministrativi chiari.
Si parla di leggibilità, attenzione per il destinatario, linguaggio diretto e concreto. Tutte indicazioni che diremmo quasi naturali, ammessa la buona volontà di farsi capire.
Rimane il mistero del perché, una ragione antropologica che spinga a scrivere “documento di viaggio da obliterare” invece di “biglietto da timbrare”, un filo rosso che colleghi i linguaggi segreti delle corporazioni medievali con… il “conferimento dei rifiuti”?
Ho già esperesso il mio parere: corazzarsi di parole significa inciampare nell’azione. “È ridicolo come ti sei bardato per questo mondo” scriveva Kafka negli Aforismi di Zürau: questo valga per tutti. Gettiamo l’armatura, non temiamo la trasparenza.
Tags: corporatese, leggibilità

