Scomunicazione interaziendale
Gennaio 25, 2008
Quando si rivolgono al pubblico, spesso le aziende parlano arabo. Quando parlano tra loro - tanto ci capiamo! - è un cruciverba senza schema: ogni frase è una labirintica definizione da cui bisogna dedurre una parola sola. Da inserire liberamente nel quadro da destra a sinistra o da sinistra a destra.
Come in questo fax, che non è uno scherzo dei soliti ignoti, ma arriva dall’ufficio acquisti di un’azienda “leader” nella produzione di impianti a gas, con filiali in tutto il mondo.
L’autore avrebbe potuto potuto essere lapidario, ad esempio così:
Gentile Fornitore
dal prossimo 1 febbraio invieremo i nostri ordini di acquisto via email e non più per fax. Le chiedo quindi di inviare il suo indirizzo di posta elettronica alle nostre collaboratrici, se possibile entro il 25 Gennaio.
Ma un foglio A4 è grande, meglio non sprecarlo per poche righe. E allora via con questo capolavoro di diplomazia e mediazione. Come lavarsene le mani? Usate l’impersonale (è decisione) invece dell’io. Staccate le azioni da chi si presume le compia (sono a decidere invece di decido). Alla fine anche i verbi si dissoceranno dai legittimi soggetti (appuratene) e i pronomi dai loro referenti (che ne autorizzerò l’invio).
Che la crisi italiana passi anche dall’incapacità di farsi capire? O viceversa? Non so se mi sono capito.
Tags: aziende, corporatese, leggibilità


Gennaio 25, 2008 a 10:06 am
Bello, bello, bello. Io tengo gelosamente da parte documenti simili. Soprattutto le circolari aziendali.
Complimenti,
BV
Gennaio 25, 2008 a 10:13 am
Ciao e benvenuto BV (?!)
…in effetti certi scritti sono talmente sconclusionati da toccare il sublime… paradossalmente non si riesce a smettere di rileggerli!
Maggio 9, 2008 a 2:56 pm
in effetti su 5 parole usate solo 1 spesso diventa realmente utile alla comunicazione