Si scherniscono gli inquirenti
Febbraio 11, 2008
D’accordo che le parole ricevono significato dalla comunità che le usa. Però suscita un piccolo brivido, diciamo un solletico leggere
- schernire ovvero beffarsi, ingannare
al posto di
- schermire cioè difendersi, proteggersi.
Lo scherno ci piove addosso da quotidiani nazionali e agenzie, ruscella nei blog, nei comunicati stampa, nelle recensioni teatrali. Basta una rapida occhiata sui motori di ricerca. Ad esempio:
«Non c’è reato, nessuna denuncia», si scherniscono gli investigatori (da La Stampa)
alla lettera vorrebbe dire che gli investigatori si ingannano, o si fanno beffe di sé stessi. Propongo una querela al redattore per illazioni sulle indagini degli inquirenti. L’ho già detto: L’errore serve, è sacrosanto quando lo si paga.
Le parole hanno un etimo, cioè un significato vero e profondo, una biografia scandita nelle loro mutevoli sillabe. E rimane fedele a sé, malgrado l’uso e l’ignoranza dei pochi che contagia i molti (ma dove sono i correttori di bozze?). Fare scherno invece di schermo è proprio una beffa. Qualcuno lo dica in redazione.
Tags: etimo, parole abusate

Febbraio 13, 2008 a 2:20 pm
Ma no, è che il fatto che non ci fosse nessun reato alimenta l’autoironia degli investigatori (Antò, ma noi che ci stiamo a fà…
