Archivio per il 'parole di troppo'Categoria

Si scherniscono gli inquirenti

Febbraio 11, 2008

D’accordo che le parole ricevono significato dalla comunità che le usa. Però suscita un piccolo brivido, diciamo un solletico leggere

al posto di

Lo scherno ci piove addosso da quotidiani nazionali e agenzie, ruscella nei blog, nei comunicati stampa, nelle recensioni teatrali. Basta una rapida occhiata sui motori di ricerca. Ad esempio:

«Non c’è reato, nessuna denuncia», si scherniscono gli investigatori (da La Stampa)

alla lettera vorrebbe dire che gli investigatori si ingannano, o si fanno beffe di sé stessi. Propongo una querela al redattore per illazioni sulle indagini degli inquirenti. L’ho già detto: L’errore serve, è sacrosanto quando lo si paga.

Le parole hanno un etimo, cioè un significato vero e profondo, una biografia scandita nelle loro mutevoli sillabe. E rimane fedele a sé, malgrado l’uso e l’ignoranza dei pochi che contagia i molti (ma dove sono i correttori di bozze?). Fare scherno invece di schermo è proprio una beffa. Qualcuno lo dica in redazione.

Con la presente siamo ad inviare

Febbraio 6, 2008

Le lettere accompagnatorie, le copertine dei fax, ma anche le email con allegati devono creare un certo imbarazzo in chi le scrive.

Con la presente siamo ad inviare la documentazione

Perché mettere le mani avanti, quando dobbiamo consegnare qualcosa nelle mani del destinatario? Dare, offrire, inviare è semplice, senza tante cerimonie. Il destinatario non si offenderà se scriviamo:

Vi inviamo la documentazione

Siate diretti. Con garbo, gentilmente, ma diretti. Non temete di andare contro formule e convenzioni consolidate. La differenza, state certi, si farà sentire. In voi e in chi vi legge.

Snodi di parole

Gennaio 30, 2008

Quando avevo un comune cellulare e mi arrivava un sms, bastava premere un tasto per leggerlo. Ora che ho uno smarthphone, il tasto messaggi a volte mi conduce alle email, devo cambiare cartella o account, tornare indietro alla pagina iniziale e rientrare… cos’è il progresso?

Il progresso è trovare la via più diretta e immediata. Se siete fumatori e prima di fare qualcosa vi accendete una sigaretta, provate per una volta a farla e basta. Provate la differenza.

Se state scrivendo

si propone di offrire

provate con

offre

Invece della

domanda inerente a

la

domanda di

le

potenzialità derivanti dall’introduzione di nuove tecnologie

sono

le potenzialità delle nuove tecnologie

Eliminiamo gli snodi, le perifrasi inutili, gli astrattismi, gli assolutamente sì realtivi a, tutta la burocrazia verbale che ci fa scrivere (e parlare) non più come libri stampati, ma come dei 740. E ci allontana sempre di più dalla vita reale.

Il problema relativo

Gennaio 2, 2008

Non è detto che un problema relativo sia di secondaria importanza. Anzi. Ecco tre esempi smitragliati da Radio 24 nel giro di pochi minuti. Parliamo a voce, ma la ricorrenza nello scritto è la stessa.

Un ascoltatore da Napoli protesta contro

il problema relativo ai rifiuti

Da Milano, la sindaca Letizia Moratti intende risolvere con l’Ecopass

il problema relativo al traffico

Nel frattempo, il corrispondente dalla Borsa di Milano si affretta a fornire

il dato relativo ai listini

Le parole sono come pietre, diceva qualcuno: hanno un peso, anche se non le si prende in faccia, e una frase più snella centra prima il bersaglio e guarda dritto negli occhi la questione. Perché allora il problema relativo ai rifiuti non è semplicemente il problema dei rifiuti?

Forse iniziamo a capire perché certi problemi tardano a risolversi?