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Sant’Antonio e le sue catene

Febbraio 3, 2008

Alimentare catene di sant’Antonio via email è stupido, oltre che ingenuo e rischioso. Chi crede ancora a bambine leucemiche a cui AOL offre 30 centesimi per ogni mail inoltrata farebbe meglio a leggere qui. E lo stesso discorso vale per la lebbra e tutti gli altri mali, curabili o inguaribili, digitali o biologici (il nuovo tumore al seno! il virus della torcia olimpica!), per i marescialli della guardia di finanza e per le ragazze morenti sul ciglio della strada.

Le stesse storie girano ormai da decenni in rete. Dovremmo saperle riconoscere, no? Tutte le richieste di diffusione, le promesse di guadagni, le raccolte di fondi tramite l’inoltro indiscriminato di email sono bufale, bufale bufale.

Non fatevi manipolare le emozioni. Le richieste di aiuto hanno altre vie per raggiungere le persone. Se non vi interessa infrangere la netiquette, almeno non fate la figura dei fessi.

Non ne avrei parlato, ma purtroppo molte persone (anche insospettabili) ci cascano. Perché inviare a un amico una mail che ti augura di finire sotto un treno, la morte del fidanzato, il cimurro al cane se non la invii anche tu ad altre ignare vittime? Perché?

Incarti di parole

Gennaio 11, 2008

I prodotti, si sa, hanno bisogno di parole che li incartino. Un’aiuola di testo sulla confezione è un tratto di comfort in più, e le nostre dita saranno zampetteranno più leggere sulla confezione.

Non solo un nome e le istruzioni, ma anche e soprattutto storie, suggestioni, spunti, consigli. E che queste parole siano di morbida pelle, senza camice da laboratorio.

Ad esempio, ultimamente la mia attenzione ricade spesso sulla confezione dei fichi secchi. In mezzo a tante tabelle nutrizionali e Razioni Giornaliere Raccomandate (brrrr!) ci sono anche frasi amichevoli, come in questo riquadro:

fichisecchi2.jpg

Amico fico secco, ma è così complicato stare in salute? A leggerti sembra proprio di sì. Doveva essere un consiglio ed eccoci messi subito a dieta e a sfacchinare. Ma quanto sarà una porzione di frutta/verdura?

Anche in tempi di quantità ad ogni costo (quanto mi ami? quanto mi nutri?), i consigli che vanno troppo per il sottile non sempre sono graditi. Non me ne vogliano i dietologi, ma i numeri nell’alimentazione valgono per quel che sono. D’accordo metterli (sono anche utili) ma non siamo stufe a pellet!

Amo la frutta perché è buona, morbida e soprattutto racchiude sempre una brace del sole che l’ha baciata, cosa che nessun alimento mi sa dare. Perché non semplicemente “mangiarla ogni giorno, e muoversi di più”? Perché non raccontarmi della varietà del fico, l’area di coltivazione, i metodi di essiccamento e di stoccaggio… magari con una vena di avventura

Pesare il detto e il non detto, bilanciare il microscopio e la necessaria sfocatura, la storia e la leggenda. Già, sempre la stessa domanda: perché non la semplicità?