Posts Tagged ‘ergonomia’

Il cartello è qui

Gennaio 28, 2008

A Milano i cartelli Ecopass spuntano come funghi. Soprattuto fuori della ZTL (Zona Traffico Limitato). E non intendo i manifesti cartacei (sì, anche quelli), ma cartelli in lamiera come quello nella foto qui a fianco. Segnaletica verticale.

Qual è il problema? Un cartello è piantato nel suolo, in un luogo preciso. Qualsiasi sia il suo messaggio, è sottointeso: qui, da qui o fin qui. Segnalare a lettere capitali una limitazione al di fuori - anche molto - di quella zona è fuorviante.

Certo, nella parte inferiore si precisa “in centro città”. Ma la piramide rovesciata vale anche in questo caso: alla guida, quanto tempo abbiamo per leggere oltre la testa di un cartello già troppo denso?

A voler essere maligno (ma non lo sono): vista la formula “se entri oggi, paghi entro domani”, quanti ignari forestieri si precipiteranno a corrispondere la somma dell’ingresso credendo di essere stati colti in fallo?

In realtà, le porte Ecopass sono annunciate da un cartello molto più modesto (qui a lato), affiancato indicazioni supplementari. Come a dire: prendetivi il vostro tempo. Alla fine, per andare sul sicuro, guardate le telecamere puntate: sono almeno quattro-cinque, minacciosissime. Linguaggio universale.

Ecopass? Sì, almeno sul web

Gennaio 6, 2008

Non mi sbilancio sull’efficacia dell’iniziativa. Però il sito sull’Ecopass del comune di Milano mi sembra niente male.

La pagina è leggera e fa dimenticare le code snervanti ai tanti semafori, che passano dal giallo al rosso in un batter d’ali. Nuvole come il bucato, un cielo terso come non si vedrà mai all’interno delle mura, che sa di pulito, auto a gpl e aria frizzante nei polmoni. E’ lo stesso colore ripreso nei grassetti delle parole-chiave.

La home riserva un’accoglienza senza falsa cortesia: chi-cosa-dove-quando-come senza giri di parole, quasi ti leggessero nel pensiero. Scorciatoie per calcolare la classe di inquinamento della propria auto e per i moduli di richiesta. Relegate nelle pagine secondarie i pistolotti sul “piano d’intervento per la mobilità sostenibile, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

Si dimentica quasi che l’iniziativa sia riservata in realtà a un fazzoletto di terra, non certo protetto da una campana di vetro dalla bolgia circostante. Dove tutto sarà come ogni giorno.

Però ogni tanto ritorno su quelle pagine, a lavarmi anche solo la coscienza. E quasi mi convinco: a fare l’Ecopass proprio no. A prendere la metro, piuttosto.

PS: ovviamente ciò non significa che il sito funzioni anche tecnicamente. Infatti, è andato in tilt già nei primi giorni. Con internet, quanti bei sogni a occhi aperti!

Istruzioni: l’importanza del manico

Dicembre 20, 2007

COS’È quella cosa che accomuna tutti gli attrezzi e senza la quale sarebbero inservibili?

La risposta è: il manico! Ogni attrezzo ha un’impugnatura, e la sua ergonomia ne determina l’efficacia (o usabilità) pratica. Il manico non solo ci permette di afferrarlo, ma anche di fare forza sullo strumento.

Ora, deponiamo la metafora. Le istruzioni per l’uso sono un attrezzo a tutti gli effetti. Rispetto a un qualsiasi strumento manuale non cambia molto: dobbiamo impugnarlo. Ma come e da dove si afferra un testo? Leggiamo ad esempio questo brano, tratto dal retro di un biglietto ferroviario a fascia chilometrica:

La contemporanea timbratura di due biglietti consente di effettuare un viaggio per un numero di chilometri non superiore alla somma di quelli indicati sui biglietti stessi, con una percorrenza massima di 200 km.

Italiano corretto, soggetto-verbo-oggetto, però… il burocratese fatica a perdere l’abitudine di offrire al lettore il coltello dalla parte della lama.

Chi è il protagonista di questo avviso? La Contemporanea Timbratura. E’ un nome astratto che indica un’azione. C’è bisogno di qualche passaggio per afferrarlo. Lo stesso vale per la percorrenza.

Perché allora non usare i verbi corrispondenti, come sarebbe più semplice? Il verbo non è sedentario e noioso come il nome, ha un soggetto e magari un complemento oggetto, è un po’ come raccontare una storia con i suoi personaggi. Insomma: è facile immedesimarsi in ciò che racconta. Proviamo:

Se timbri due biglietti contemporaneamente, puoi percorrere la somma dei chilometri indicati su ciascuno, con un limite di 200 km.

Ecco, dunque, il manico: scrivere il testo in una forma più immediata e vicina a come lo comprenderà il lettore. Il soggetto è l’impugnatura grazie alla quale il lettore potrà impadronirsi e maneggiarne il contenuto. Da questo punto in poi, si declina ogni responsabilità.