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L’operazione è riuscita perfettamente…

Febbraio 7, 2008

… purtroppo il paziente è morto. Da qualche giorno non riesco a inviare email al mio webmaster. Il problema? Il sistema di filtri per la posta indesiderata è talmente restrittivo che taglia fuori anche quella utile.

Un tecnico è un esperto di un segmento limitato di conoscenze. Verificare cosa ci sia oltre quel tratto non è suo compito. Almeno questa è la visione comune.

Scrivere è diverso: quando scrivi devi chiamare a raccolta risorse disparate, guardare più in là del tuo palmo di naso, raggiungere qualcuno. Anche la scrittura professionale richiede un certo savoir faire che riporta con i piedi per terra. Qualcosa di molto poco professionale, da usare cum grano salis.

Siamo esseri umani, prima che tecnici. Oltre all’algoritmo, usiamo il cuore, che non è l’abitacolo dei buoni sentimenti, ma la porta che ci mette in comune. Togliamoci il camice, la tuta, la divisa e parliamoci chiaro. Se il lettore è morto, l’operazione non è riuscita per niente.

A chi scrivi?

Dicembre 6, 2007

Scrivere richiede un piccolo atto di fede: fede che qualcuno leggerà. Di questi tempi sarebbe quasi un miracolo, vista l’incredibile abbondanza di parola scritta che ci circonda.

Prima ancora di metterci al lavoro, allora, chiariamoci a chi stiamo scrivendo. Quando parliamo con qualcuno è naturale farsi un’idea di chi ci ascolta. Impariamo a farcene una anche di chi legge.

Certo, è difficile, perché quando scriviamo siamo soli. Il nostro interlocutore non è presente, e quindi non può stimolarci con i suoi interventi. Non possiamo guardarlo negli occhi, toccarlo, capire se ha capito. Il nostro scritto andrà da lei (o lui) al nostro posto, ma noi non saremo là a difenderlo o a spiegarlo.

Eppure uno scritto non è mai un monologo, ma un dialogo. Un dialogo in cui mancano le battute del lettore. Chi scrive deve imparare a immaginarle.

Avviciniamo allora la pagina a chi vogliamo che la legga. Facciamo che il testo parli a lui, e non a sé stesso (o peggio a noi stessi). Dimostrare attenzione per chi, come il lettore, è assente: non c’è modo migliore per disporre gli animi all’ascolto.