Posts Tagged ‘punto’

Ehi, leggi qui

Febbraio 19, 2008

Nei titoli non andrebbe mai il punto, soprattutto alla fine. Ma la scrittura non è matematica: rompere la regola una volta tanto può dare uno scossone al lettore e fargli leggere anche regolamenti noiosi come la normativa sulla privacy.

Come in questa pagina di Google in cui mi sono imbattuto ieri, dove un titolo in rosso con due punti fermi mi ha inchiodato allo schermo.

google-desk.jpg

Ovviamente la soluzione funziona nell’estrema pulizia e leggerezza di Google.

Il punto fermo

Dicembre 10, 2007

Punto fermoNumerose sono le virtù del punto fermo, ma voglio citarne solo una: stabilisce la fine di un pensiero. Non è poco. E’ proprio in quello spazio di silenzio alla fine che tutta la frase acquista un senso nella mente del lettore.

Per questo i periodi lunghi e complessi disorientano e disperdono il significato: perché accumulano informazioni senza lasciarle decantare. Finché non si arriva il punto, ogni parola si aggiunge con beneficio di inventario.

Guardate il punto. Proprio qui alla fine della frase precedente, o quello che sta per arrivare. In quel minuscolo segno tutto si compatta. Il punto fermo non dice nulla, eppure è come se racchiudesse l’intero significato della frase.

Ma i benefici del punto fermo non si limitano alla frase appena letta. Il punto permette di riprendere la lettura a mente fresca.

E’ ormai riconosciuto che frasi brevi separate da punti fermi sono più perentorie di una sottolineatura in corpo diciotto. E che tutto ciò che viene dopo un punto è letto con attenzione raddoppiata. E’ un trucco molto usato in pubblicità o nel giornalismo. Tanto che spesso si usa il punto per dividere una subordinata dalla frase principale (come avete appena letto). O creare frasi di una parola sola (che con una “parolaccia” si chiamano olofrastiche). Queste frasi sono efficaci perché lasciano molto all’immaginazione del lettore.